Testo per performance — 3 voci, 2 corpi, 1 integrazione
Il doppio, la parte oscura, l'integrazione dell'ombra come via verso la completezza del sé.
Un testo costruito per due corpi e una voce narrante, ispirato a Demian di Hermann Hesse e a "Anima e Nemesi" di Marracash. Anima e Nemesi non sono personaggi: sono le due metà di una stessa persona — la parte che si trattiene e la parte che esplode — che nel corso di quattro quadri imparano a riconoscersi.
Il testo si muove a barre, come un flusso ritmico continuo, con riferimenti musicali specifici per ogni quadro. Le parole scelte non sono solo immagini: alcune attivano risposte neurofisiologiche misurabili, lo stesso principio di lavoro alla base di Cartografia del Gesto — corpo, carne, movimento, gesto coinvolgono la corteccia premotoria e il sistema dei neuroni specchio.
"Siamo qui. Estranee. Nello stesso sistema, nello stesso buio. Nessuna delle due sa ancora che l'altra... è la strada, è il futuro."
"Il doppio è il mio specchio, il mio inizio e la mia fine, ora sono pronta a danzare tra le mie stesse rovine."
"Anima finalmente libera, Anima fatta di luce, il corpo riprende il dominio, il caos si riduce."
"Siamo intere, siamo vive, siamo il moto che resta, in questa stanza vuota che diventa una festa."
Come in Cartografia del Gesto, anche qui il corpo non è metafora: è strumento di conoscenza. Le parole in grassetto nel testo originale corrispondono a stimoli neurofisiologici precisi — battito, respiro, sangue agiscono sul sistema nervoso autonomo attraverso il nervo vago; dualismo e scissione nominano il problema cartesiano che la performance risolve, letteralmente, nel corpo.